
Natale 2011 è oramai alle porte e malgrado questi tempi particolari in cui si parla di crisi, di debiti, di collasso, la principale kermesse consumistica dell’anno sembra che non sia stata toccata per nulla. Come ogni anno, innumerevoli lucine natalizie nelle strade ci persuadono a essere più propensi agli acquisti e a ripetere i riti consueti. In questo mondo di pseudo-abbondanza, siamo indotti a credere che non ci sia scampo a perpetuare ogni anno rituali di cui abbiamo dimenticato il vero significato.
Domani, 22 dicembre tra l’altro cade il solstizio d’inverno, ovvero il momento dell’anno in cui la notte è più lunga e profonda. Quando la notte diventa padrona e il buio è totale, popoli di tutto il mondo si sono preparati ad una rigenerazione e ad una rinascita.
E’ uno dei momenti di passaggio dell’anno, forse il più drammatico e paradossale: l’oscuritá regna sovrana, ma nel momento del suo trionfo cede alla luce che, lentamente, inizia a prevalere sulle brume invernali. Un momento per riflettere e per rivolgerci alla dimensione interiore di noi stessi – magari riemergendo con una nuova consapevolezza per il 2012.
Come potremmo quindi vivere in modo più consapevole e profondo questo Natale o momento di passaggio?
MENO FRENESIA E PIU’ LENTEZZA. Anche se commercialmente è il momento di maggiore frenesia in cui commercianti e addetti nei centri commerciali non conoscono giorni di riposo, proviamo a rallentare i nostri ritmi. Possiamo camminare invece di muoverci nel traffico con la nostra automobile. Dedicarci alle attività lente ed intime come la lettura.
REGALI. Sembra un obbligo, un impegno istituzionalizzato – già dall’infanzia tramite le fatidiche letterine a “Babbo Natale” per avere gli ultimi gadget del mondo dei giocattoli e che in genere vengono considerati solo per pochi giorni e poi si accatastano in stanze ed armadi. Un’opulenza che ci toglie spazi e reali valori. Proviamo invece a considerare l’opzione eretica di non fare regali ma donare autentico affetto oppure il nostro tempo, la nostra considerazione. Oppure, pensare come fare semplici manufatti in casa da donare. Anche come imballiamo può dare significato al nostro gesto – perché non riciclare la carta oppure usare carta di giornale per fare anche della confezione un’espressione artistica ?
PRANZI E CENONI. Sempre diciamo di aver mangiato troppo durante le festività con tanto di danno anche alla nostra linea nonché salute. Sembra quasi di dover compensare chissà quale austerità vissuta durante l’anno. Ma anche su questo fronte è possibile regalarci una maggiore consapevolezza. Perché non provare a mettere alla prova la propria creatività culinaria con una cena o pranzo natalizio … vegano ossia senza prodotti di origine animale ? Ringrazieranno in particolare tutti gli animali sfruttati dall’industria agroalimentare per soddisfare i nostri appetiti carnivori, ecc.
RISCOPERTA. Proviamo quindi a riscoprire il vero significato di questo grande momento di passaggio. Come trasformarlo in autentico momento di pace e di apertura verso l’altro. La bellezza dello stare insieme.
E quindi … Buon Natale (o Yule) e un 2012 di responsabilità e cambiamento !